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DONNE E CARRIERA: il problema è l’autostima

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Cosa manca a noi donne nel mondo del lavoro? l’autostima – “E’ stata solo fortuna”. Quante volte vi è capitato di pronunciare questa frase? Magari dopo un esame andato bene o quando avete firmato un buon contratto: noi non siamo mai abbastanza brave, i nostri successi sono frutto del caso e certo non siamo degne di una eventuale carriera brillante.

Meccanismi comuni nella mente di una donna che  le psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes della George State University analizzarono nel 1978 tramite uno studio intitolato The Impostor Fenomenon in High Achieving Woman, che potremmo tradurre come La sindrome dell’impostore nelle donne di successo. I punti toccati in tale ricerca vengono oggi ripresi da  Valerie Young, ex manager di una grande azienda e psicologa convertita al verbo del coaching lavorativo,  autrice di Vali più di quel che pensi (Corbaccio editore): pagine e pagine in cui sviscerare la domanda del XXI secolo, perchè le donne non si sentono mai all’altezza?

Sicuramente una delle cause è a rintracciare nei meccanismi stessi del mondo del lavoro, dinamiche costruite dagli uomini e per gli uomini a cui non fanciulle non possiamo che adeguarci e anche alla svelta. Del resto imparare taliregole ci viene spontaneo, forse perhcè in famiglia ci hanno inseganto che i compiti in cui primeggia il genere femminile si dividono solitamente tra fornelli e lavatrice, nulla di utile dunque quando si è in un ufficio.

Insomma siamo cresciute covando dentro di noi l’idea di non essere poi delle cime in ambiti che esulino le faccende domestiche e, giunte nel mondo del lavoro, ci comunicano che tali impressioni non erano poi così sbagliate: come uscire allora dal circolo vizioso? come spiega la tessa autrice, «le donne possono fare molto per le donne, di questo sono fortemente convinta. La pressione a dimostrarsi sempre competenti e perfette ci spinge spesso a una rivalità eccessiva verso le altre. E’ un atteggiamento sbagliato: così anche chi è arrivata al successo continua a giocare da sola in un mondo di regole maschili. Invece è fondamentale essere solidali e fare lobby, studiando le condizioni di lavoro e di vita che tirano fuori i nostri talenti. Nell’ambito delle relazioni emotive, invece, è importante imparare a interrogarsi sulle pressioni ricevute fin dall’infanzia in famiglia, a scuola e nel nostro gruppo sociale, in modo da riconoscere cosa fa nascere in noi la sensazione di non meritare ciò che abbiamo raggiunto. Come madri poi abbiamo una responsabilità enorme nei confronti delle nostre figlie femmine»(fonte: l’Espresso).

Una buona strategia sarebbe in fine quello di agre sulla psiche femminile sin dall’infanzia: insegniamo alle nostre figlie che l’amore per loro non dipende da quanto avranno successo ma anche che, se volessero primeggiare, dovranno imparare ad andare oltre le sconfitte. Nella vita una donna sa sempre come rialzarsi, perché allora non mettere la stessa grinta nel lavoro?

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