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DONNE E LAVORO: come sopravvivere ad una collega malefica

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Una collega insopportabile? ecco le regole di sopravvivenza -Salire in ascensore con lei equivale ad una partenza per l’Iraq, parcheggiare la macchina vicino la sua è un pericolo peggiore della peste, chiederle aiuto un’umiliazione inconcepibile: chi è questa strega cattiva dei tempi moderni? ma naturalmente lei, la collega malefica. La donna il cui principale lavoro sembra quello di rendere impossibili le nostre giornate: di fronte a cotanta  avversità sembra impossibile risollevare la giornata ma del resto non ci si può arrendere all’incubo. Mettiamoci allora in caccia di qualche possibile soluzione per sconfiggere questa strega cattiva.

L’alternativa primaria è naturalmente quella di parlar chiaro: chiedere spiegazioni in modo deciso ma senza dimostrarsi troppo aggressive (restiamo superiori) può essere un ottimo modo per sbloccare la situazione; potrà nascerne o un rapporto civile o un definitivo, reciproco ma anche salutare ignorarsi. In entrambi i casi problema risolto!

Se si vuole invece un impatto meno rischioso e maggiormente volto a ritrovare l’armonia, optiamo per un atteggiamento più circospetto: niente insinuazioni o battute velate, cercate piuttosto una cooperazione, piccoli momenti di incontro lavorativi o no che possano agevolare una conoscenza più profonda e magari la nascita di un pizzico di complicità. Spesso infatti alla base di quel fastidioso astio c’è una prima impressione sbagliata: tentare un recupero non costa niente e male che vada si potrà sempre dire “io ci ho provato” per ripiegare poi sul pacifico ignorarsi di cui sopra.

L’importante è insomma mantenere la calma e, soprattutto, non scendere a bassi livelli: noi siamo quelle pacifiche e sicure si se stesse, pronte a trovare una via di comunicazione oppure a metterci una pietra sopra e andare oltre. Del resto si tratta pur sempre di lavoro!

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