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DISOCCUPAZIONE giovanile in Italia

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L’Italia e la disoccupazione giovanile – In Italia la disoccupazione giovanile ormai supera il 30%, ma molte aziende hanno posizioni libere e, sembrerà assurdo, ma non riescono a trovare il personale specializzato.

Lavori che non trovano lavoratori, un paradosso in un tempo di crisi, eppure tante occupazioni restano libere proprio per mancanza di risorse qualificate.

Il posto fisso, presunta monotonia a parte, è sempre più spesso una chimera, ma i giovani italiani non riescono ad intercettare dei lavori, nonostante l’offerta delle imprese, un esempio…servono circa 15mila sarte e secondo le stime della Cgia di Mestre ci sarà un mancato ricambio generazionale per oltre modellisti, sarti, cappellai, tappezzieri e ricamatori a mano.

Muratori e idraulici sono diventati merce rara ormai, come anche piastrellisti, pavimentatori e carpentieri, figure maggiormente a rischio estinzione nei prossimi anni.

Il settore pellettiero italiano cresce e continua a creare lavoro e occupazione, ma c’è un problema mancano infatti i tecnici specializzati e pochissimi giovani scelgono di lavorare nel settore della pelle, nonostante molti siano alla ricerca di un’attività.

Il mercato quindi offre opportunità di lavoro, ma per le quali è difficile trovare figure già formate, sia perché tra i giovani è difficile trovare lo stesso bagaglio di conoscenze, poi perché la recente riforma delle pensioni ha incentivato il mantenimento sul luogo di lavoro degli over 60 e in ultimo perché le scuole professionali scarseggiano.

Io aggiungerei anche un’altra motivazione, per i giovani di oggi purtroppo alcuni mestieri non sono poi così appetibili, ma se continuiamo così ci sarà davvero un vuoto difficile da colmare.

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