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NotteCriminale.it intervista in esclusiva Carlo Calvi, il figlio del Banchiere di Dio trovato ucciso sotto il ponte dei frati neri a Londra

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Carlo Calvi il figlio del Banchiere di Dio in questa esclusiva intervista afferma: «In base alla mia esperienza esistevano sufficienti lacune nei due livelli di giudizio precedenti per giustificare un rinvio».

«Credo che Emanuela Orlandi sia stata rapita come mezzo di pressione e come soggetto più facile ma altrettanto efficace. Un altro elemento comune alla vicenda di mio padre, vale dire una grande valenza simbolica».

NotteCriminale.it, intervista in esclusiva Carlo Calvi, il figlio del Banchiere di Dio trovato ucciso sotto il ponte dei frati neri a Londra. Un filone, quello inglese che, se da un lato ha fatto si che il caso non venisse archiviato come suicidio, dall’altro ha aperto numerose spiegazioni, o presunte tali, in merito al caso Roberto Calvi e non solo. Carlo Calvi in merito all’affaire Emanuela Orlandi, dice poi «Credo che Emanuela Orlandi sia stata rapita come mezzo di pressione e come soggetto più facile ma altrettanto efficace – e continua -un altro elemento comune alla vicenda di mio padre, vale dire una grande valenza simbolica».

E su De Pedis, visti gli ultimi fatti, continua: «Ritroviamo De Pedis con Tiraboschi e Alibandri al centro di un sodalizio criminale che combinava sequestri di persona e estremismo neo-fascista». Non solo. «Esisteva un struttura italiana dei rapporti IOR e Ambrosiano che Charles Raw ha chiamato i “lira back to back”. Si trattava di un sistema di conti IOR, Ambrosiano e presso altre banche, nell’ambito del quale i fondi circolavano in maniera indistinguibile e quindi offriva una opportunità ideale per nascondere il riciclaggio. Si deve sapere che questi conti non furono analizzati nel processo per la bancarotta del Banco perché a differenza dei conti esteri, lo IOR chiuse le posizioni debitorie poco dopo la morte di mio padre per non intralciare la creazione del nuovo Banco. Questo sistema ha continuato a funzionare come paradiso fiscale per consentire trasferimenti illegali e lucrare consistenti benefici».

Il testo integrale dell’intervista lo trovate a questo link.