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Come capire i gesti dei NEONATI

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Decodifichiamo i gesti dei neonati – Specialmente se si tratta del primo figlio non sarà facile comprendere le sue richieste e le sue necessità “ha fame?” “Vuole le coccole?”. Vediamo cosa vogliono dire alcuni movimenti del nostro bambino, quelli più ricorrenti.

Se il vostro piccolo si tocca e tira i lobi delle orecchie e magari infila le dita nei padiglioni auricolari, state pure tranquille che non ha nulla, in caso contrario avrebbe urlato al solo tatto, sta semplicemente esplorando questa parte di sé.

Se inizia a piangere all’improvviso e tende e irrigidisce le gambe per poi piegarle di colpo vero il pancino, magari dopo la poppata o durante, staccandosi dal seno e cercandolo ancora dopo per consolarsi, ma senza trovare pace, potrebbe avere una colichetta.

Questo disturbo potrebbe comparire anche tutte le sere nei neonati dai 0 a 3 mesi, in quanto l’intestino del piccolo è ancora in fase di formazione e sentendo lo spasmo, lui reagisce d’istinto muovendo le gambe.

Per aiutarlo sarà utile fargli espellere l’aria con un po’ di movimento, portarlo in giro per casa, farlo “ballare” tenendolo sdraiato a pancia in giù, oppure massaggiarlo delicatamente prima della poppata con movimenti circolari in senso orario.

Tiene le manine strette a pugno, tanto da sembrare un pugile, articolando soltanto il pollice per succhiarlo. Tutti i neonati fino a 3-4 mesi tengono le manine chiuse a pugno, infatti aprirle e usare le dita richiede un’abilità complessa, ancora da raggiungere, infatti nei primi mesi di vita tutto il corpo del bambino rimane rannicchiato, come quando era nella pancia della mamma.

Verso i 7-8 mesi può accadere che prima della nanna il bambino inizi a battere in modo ritmico e ripetitivo la testa contro le sbarre del lettino. Questo movimento lo rassicura quando non riesce a prendere sonno, un movimento leggero che non gli provoca dolore, ma che nella ripetitività il piccolo trova consolazione. Basterà prenderlo in braccio per consolarlo, rassicurandolo parlandogli con dolcezza.

Avrete poi notato che, quando lo state per mettere nella culla, addormentato si sveglierà di soprassalto allargando bruscamente le braccia verso l’esterno, si tratta del cosiddetto “riflesso di Moro”, ossia una reazione istintiva che c’è dalla nascita fino al terzo mese. Il bambino ha infatti la sgradevole sensazione di precipitare quando passa dall’abbraccio materno al livello del materassino.

Per evitarlo basterà adagiarlo molto delicatamente nel lettino, quando si sarà addormentato profondamente.