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Salerno, diciannovenne accoltella fidanzatina

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Spinto dalla gelosia un diciannovenne accoltella la fidanzata di 17 anni – Qualcuno le chiama disgrazie, forse con l’intento di non farci pensare che la degenerazione sociale finirà per annientarci tutti, oppure li definiscono come quei casi di cronaca simbolo della deviazione apparentemente inspiegabile (o forse colpa dei social network o di qualche videogioco) dei giovani: in realtà si tratta di tragedie, situazioni limite che ci spaventano e che distruggono intere famiglie, situazioni come quella che si è verificata in questi giorni a Salerno.

La città campana è stata infatti scenario di un accoltellamento: prima che pensiate però a sanguinosi scontri camorristici o simili sarà meglio specificare che la vittima ha diciassette anni e l’accoltellatore è il suo fidanzato diciannovenne.

Oramai siamo tristemente avvezzi a leggere o ascoltare simili notizie: fatti apparentemente folli che sembrano però più comuni di quanto si voglia credere. Anche questa volta il movente addotto da chi impugnava l’arma è stato la gelosia, un sentimento che sembra oramai divenuto la scusante perfetta per qualsiasi gesto impulsivo o addirittura premeditato.

Di questo secondo genere sembra essere l’evento accaduta a Salerno: il ragazzo è andato infatti a prendere la fidanzata a casa per accompagnarla come ogni giorno a scuola in macchiana; qui ha però sfoderato un coltello colpendola all’addome. Solo dopo averla portata in ospedale e aver tentato di campare qualche scusa plausibile per la ferita, ha ammesso di essere stato proprio lui ad accoltellare la ragazza, rea di aver dedicato troppe attenzioni ad un altro.

Una “colpa” che gli uomini oggi proprio non riescono a perdonarci e la pena sembra essere sempre più dura: coltelli, acido, pistole, violenze fisiche e psicologiche che, a quanto pare, colpiscono donne giovanissime o più mature senza alcuna discriminazione (l’unico settore in cui invece non ci sarebbe affatto dispiaciuto essere messe da parte).

Forse piuttosto che di disgrazie è allora il caso di parlare di una piaga sociale e, in quanto tale, i colpevoli siamo tutti noi: persone che sembrano aver perso la bussola del giusto o sbagliato e che quindi si trovano perse nel mare della violenza. Forse è il caso di provare a riemergere.