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Intervista esclusiva a Paola Giglio: l’incanto del teatro

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È una giovane attrice. È versatile, eclettica e poliedrica. Ha un talento innato. Posso garantirvelo, perché l’ho vista in presa diretta, dal vivo, sul palco. L’ho intervistata in occasione del suo ultimo spettacolo teatrale che si terrà a Roma. Si tratta di Death and Dancing di Claire Dowie, scrittrice, attrice, poetessa e pioniera dello stand-up theatre, una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna. Paola Giglio interpreterà il ruolo brillante di Max e da vera trasformista si è tagliata i capelli ed è pronta a regalarvi emozioni inimmaginabili…

Come è iniziata la tua avventura?

Scrivendo un tema. Il titolo era il classico “Cosa vuoi fare da grande?” Io ho risposto “L’attrice di teatro.” Chissà perché… Avevo 13 anni. Poi, ho chiesto a mia madre “Come si fa a diventare attori di teatro?” Lei mi ha risposto “C’è l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico”. Sei anni dopo ho sostenuto l’esame di ammissione e sono entrata.

Quanti ruoli hai interpretato?

Non so il numero preciso, sono comunque molti, interpretati sia per studio che per lavoro. Nell’ultimo anno due sono stati preponderanti. Un classico, Colombina, e poi il mio preferito: Max della commedia Death and Dancing di Claire Dowie.

Che ruolo ti piacerebbe avere?

Antigone di Sofocle.

Come ti tieni in forma?

Non sono una sportiva, al contrario. Però visto che non amo guidare cerco di camminare il più possibile.

Spifferaci un tuo segreto…

Credo nelle fate. Però non lo dite a nessuno.

Il trucco per coltivare il talento e soprattutto emergere?

Studio e tenacia.

Cosa ti aspetti nel futuro?

Spero di raccogliere i frutti di quello che sto seminando, di progredire nel mio lavoro e fare cose che mi diano sempre più soddisfazione, artistica e, perché no, economica.

Ti piacerebbe recitare sul grande schermo o in un videoclip musicale?

Certo, mi piacerebbe moltissimo. Finora, ho recitato in alcuni cortometraggi e devo dire che pur essendo un linguaggio molto diverso dal teatro, è ugualmente affascinante.

Parlaci del tuo ultimo spettacolo… Dove possiamo incontrarti dal vivo?

Dal 28 febbraio al 4 marzo sarò in scena al Teatro Furio Camillo di Roma con uno spettacolo a cui tengo molto, interamente autoprodotto: Death and dancing di Claire Dowie. È una stand-up comedy in cui si trattano i temi dell’identità sessuale in maniera ironica e dissacrante. In scena siamo solo in due, Mirko Ciotta, che cura anche la regia, ed io. Stiamo mettendo tutte le nostre energie in questo progetto, che è già andato in scena a maggio nella rassegna Liberi Amori Possibili di Milano. Credo che sia la cosa più bella e impegnativa che abbia fatto finora. È uno spettacolo molto faticoso, siamo sempre in scena per un’ora e mezza, ma alla fine la soddisfazione è tale da far scomparire la fatica. È una sensazione meravigliosa.

Per ulteriori informazioni:

Il testo è uno spaccato della realtà omosessuale inglese e americana negli anni ’80 e ’90 che molto ricorda la situazione attuale italiana. Ma non ci si inganni: l’omosessualità, con le sue piccole e grandi storie di amori, affetti, amicizie, è prima di tutto un pretesto per riflettere su questioni profonde che ci riguardano tutti. Un’occasione per porci domande tutt’altro che scontate legate alla nostra identità, non solo sessuale, ai nostri progetti di vita, al nostro modo di rapportarci con gli altri. “Sai chi sei veramente?” “Sai dove stai andando?” “Oppure ti accontenti di quello che la vita quotidiana ti offre?” “Sei mai te stesso?” La storia è quella di un incontro di caratteri: da una parte un ragazzo americano in Inghilterra per studio, dall’altra una ragazza inglese orfana, della sua stessa età. Lei spregiudicata, lui bacchettone, giocano con le loro identità sessuali. Lei si diverte a metterlo in crisi per farlo sentire libero, fino a quando lui non decide di farsi incasellare come la società vuole. Si ritroveranno dopo molti anni cambiati dal tempo ma non nel legame affettivo che avevano costruito anni prima. Uno spettacolo che procede tra scambi di ruolo e giochi di identità, ironico e ricco di riflessioni sulla  vita fatte sempre con un sorriso a mezza bocca. Il biglietto costa 12 euro e si può prenotare chiamando il numero 06/97616027.