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MAL DI PANCIA o MAL DI SCUOLA

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Tanti capricci o un disagio – Tante mamme si ritrovano al  mattino a dover fare i conti con i loro figli che non si vogliono alzare dal letto, perché accusano mal di pancia e spesso sta a noi capire che sono soltanto capricci o se effettivamente nostro figlio ha un disagio e si trova in un forte senso di agitazione.

Il rifiuto della scuola è spesso confuso con una forte timidezza, in quanto sembra come se il bambino eviti di sottoporsi al confronto, ma perché teme di non riuscire a svolgere quanto richiesto dagli insegnanti o di essere giudicato male dai compagni, una volta portato a termine il compito.

Il bambino timido ha problemi inizialmente ad intrecciare relazioni con gli altri, ma una volta rotto il ghiaccio si inserisce senza problemi, mentre un bambino che ha un disagio più profonda continua a rifiutare qualsiasi contatto sociale, quindi per evitare che si cronicizzi, il problema andrebbe individuato al più presto.

Tanti ragazzi soffrono di ansia e una ricerca svolta da alcuni scienziati dell’Università Milano-Bicocca, riportata sul settimanale Viversani & Belli, condotta su bambini di 9 anni, è stato dimostrato che il 10,5% dei ragazzini soffre di ansia spesso legata alla scuola, alla paura di non farcela, di non essere in grado di fare esercizi, compiti e interrogazioni.

In questo caso, appena ci si trova di fronte ad un disturbo d’ansia conclamato, andrà impostata una buona cura psicologica.

Dopo una serie di colloqui con il bambino e con i genitori, sia insieme che singolarmente, il neuropsichiatra individuerà i legami familiari a rischio e stabilirà il percorso più appropriato al ragazzo. Per alcuni casi non particolarmente seri possono bastare pochi incontri, volti a ristabilire il giusto equilibrio tra le parti.

Logicamente prima di un esame o di un’interrogazione un po’ di ansia è normalissima e fisiologica, ma mentre un bambino equilibrato ama essere bravo a scuola per un soddisfazione personale, il bambino invece con degli squilibri è convinto di dover andare bene per forza.

L’importante è convogliare nel modo giusto questa sensazione di ansia.

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