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COSTA CONCORDIA INCIDENTE: continuano le ricerche e si espande il danno ambientale

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COSTA CONCORDIA INCIDENTE – La tragedia che si è evoluta a poche centinaia di metri dall’Isola del Giglio verrà ricordata a lungo.

Il bilancio è pesante: 11 morti e ancora 30 dispersi. Ma non è tutto. Le ricerche dei corpi continuano e nel frattempo si aggrava il danno ambientale.

Le 114 mila tonnellate della Costa Concordia si sono adagiate sui fondali dell’Isola ricchi di vegetazione e il tutto potrebbe subire danni davvero importanti.

Francesco Cinelli, docente di Ecologia all’Universita’ di Pisa, ci spiega meglio la situazione: ”al Giglio i fondali sono ancora ricchissimi di Cystoseire, Posidonie, Gorgonie, Spugne, Molluschi, Crostacei, Celenterati, che sono rimasti schiacciati assieme a miriadi di altri organismi dalle 114 mila tonnellate della Costa Concordia”.

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Cinelli continua dicendo: “Nella zona circostante e’ presente una prateria di Posidonia, una delle piu’ preziose dell’arcipelago toscano dopo quella di Pianosa e dell’Africhella. Oltre alla bomba ecologica costituita dalle migliaia di litri di carburante che, in queste ore, gli olandesi della Smit stanno provando a disinnescare, provate ad immaginare cosa significhi, in termini di dispersione in mare, l’inabissamento di un Comune di oltre 4.000 abitanti: la ‘Costa Concordia’ si sta portando a fondo tutto il suo carico di rifiuti – dai detersivi agli oli alle vernici ai prodotti di clorazione delle piscine, ai metalli di vario ordine e grado – che cominceranno a degradarsi e a diffondere nell’acqua circostante tutte le proprie componenti nocive. E, di conseguenza, a mettere a rischio la ricchezza di biodiversita’, che non dobbiamo mai dimenticare essere alla base della nostra stessa sopravvivenza sulla Terra“.

Il brutto sembra ancora dover venire…