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COSTA CONCORDIA INCIDENTE: si aggrava la posizione del comandante

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OGGI INTERROGATORIO DI GARANZIA PER SCHETTINO –  Si aggrava la posizione di Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave. L’uomo, sottoposto a fermo di pg, si trova nel carcere di Grosseto, e alle 11 verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia nell’ufficio del gip, per la conferma dell’arresto. Oltre a Schettino, è indagato anche il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, denunciato in stato di libertà. Ma non si esclude che il numero degli indagati possa aumentare nelle prossime ore.

Al carico del capitano della nave ci sono accuse pesanti, emerse dall’inchiesta della Guardia Costiera di Livorno. L’avvicinamento della Costa Concordia al porto dell’Isola del Giglio non sarebbe stata decisa dal comandante Francesco Schettino, come si era detto in primo momento, ma sarebbe frutto del caso. Viene smentita così la versione del comandante che  aveva detto che si era avvicinato intenzionalmente alla costa per evitare un naufragio in mare aperto e salvare così vite umane.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta, i locali motore erano invasi dall’acqua e non più funzionanti el’imbarcazione sarebbe stata trasportata sulla costa dalle correnti. Sempre nell’ambito dell’inchiesta della Guardia Costiera emerge che l’evacuazione è iniziata alle 22.45, quindi 13 minuti prima della comunicazione di ‘abbandono nave’ lanciata dal comandante alla Capitaneria di Porto e fissata alle 22.58. Membri dell’equipaggio avrebbero quindi assunto la decisione in autonomia, avendo compreso la gravità della situazione.

Nelle registrazioni telefoniche acquisite dalla Procura di Grosseto, poi, ci sono delle comunicazioni tra l’ufficiale della Guardia Costiera di Livorno e il comandante Schettino. Quest’ultimo avrebbe prima detto di essere sulla nave a coordinare i soccorsi, poi (intorno a mezzanotte e mezzo) si sarebbe fatto scappare una frase in cui dichiara di non poter più risalire sulla nave, ammettendo di essere sceso. A quel punto, era  l’1,46  e le operazioni di salvataggio erano ancora in corso, l’ufficiale della Guardia costiera intima con tono risoluto a Schettino di risalire immediatamente sulla nave e di coordinare i soccorsi. Il comandante replica dicendo che obbedirà, ma secondo testimonianze non lo avrebbe mai fatto.

Fonte: Adnkronos

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