FERRARA: una mamma iperprotettiva condannata dalla Cassazione

madre figlio
maternità attaccamento neonato istruzioni per l'uso (Istock)

CONDANNATA PER TROPPO AMORE – Amare come solo una madre sa amare proprio figlio è un’emozione troppo forte che non dovrebbe essere giudicata. Esistono, però, i casi in cui un genitore risulta iperprotettivo nei confronti del figlio, tanto a nuocerlo. La corte in tali casi può intervenire e addirittura condannare la madre. È successo a Ferrara dove la Cassazione ha confermato la condanna di una signora a un anno e 4 mesi di reclusione  per aver “ritardato lo sviluppo del bimbo con eccessive cure e attenzioni”. Nel dettaglio, per la Suprema Corte “l’iperprotezione e l’ipercura costituiscono reato di maltrattamenti”. All’epoca dei fatti il bambino non aveva ancora compiuto sei anni.

Senza successo, dunque, la signora Elisa G., mamma del bimbo, e il nonno materno, Giggetto G., hanno protestato in Cassazione contro la condanna per maltrattamenti inflittagli dal gup del tribunale di Ferrara nel 2007 e poi confermata anche dalla Corte di Appello di Bologna.  A loro avviso tutte le cure delle quali circondavano il bambino non potevano essere equiparate al comportamento di chi veramente usa violenza nei confronti dei minori o li manda per strada a chiedere l’elemosina. Tra l’altro, secondo la loro ricostruzione dei fatti, il bimbo stava benissimo e non si era mai sentito una “vittima”.

Era stato il padre del bambino, separato dalla madre, a lanciare l’allarme per la situazione nella quale viveva suo figlio con la mamma e il nonno. Il bambino, infatti, era stato “educato” a respingere e rifiutare anche i contatti con la figura paterna. A causa degli atteggiamenti di mamma e nonno ,che tendevano a trattare il bambino come se fosse più piccolo dell’età che aveva, il bambino aveva anche difficoltà a camminare.

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