BORSELLINO: 19 anni fa la strage di via D’Amelio

MANIFESTAZIONI A PALERMO E IN ALTRI COMUNI SICILIANI – Il 19 luglio 1992 un’autobomba uccise il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino e gli agenti di polizia che formavano la sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.
Dall’alba molti giovani di “Agende Rosse” si sono ritrovati davanti all’ulivo dedicato al magistrato in via D’Amelio dove resteranno fino alla notte per celebrare il diciannovesimo anniversario della strage. Tanti gli striscioni portati dai ragazzi: «No corone di Stato per una strage di Stato», «Csm: giù le mani da chi indaga sulle stragi del 92-93», «Mancino e Dell’Utri a voi, Falcone e Borsellino a noi». In mano, le agende rosse, in ricordo di quella che il giudice portava sempre con sè e dove annotava gli sviluppi delle indagini, mai ritrovata dopo la sua uccisione.
A seguire le iniziative di domenica 17 e lunedì 18 luglio, anche oggi ci saranno varie manifestazioni, sempre organizzate da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, e dalle “Agende Rosse”. Alle 16:58, orario in cui scoppiò l’autobomba, verrà osservato un minuto di silenzio.

Tante le autorità che parteciperanno alla giornata di commemorazione: tra gli altri, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Il programma delle iniziative in diverse città italiane su 19luglio1992.com.

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