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Yara: primi risultati dell’autopsia

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Secondo l’autopsia la ragazzina non avrebbe subito violenza sessuale

L’autopsia sul corpicino di Yara si è conclusa questa notte. Gli indizi chiave si cercano non tanto sul corpo della tredicenne, quanto sui suoi vestiti: pare infatti che i medici abbiano isolato ben 10 profili genetici diversi da quello di Yara.

Proprio in merito a queste scoperte sono stati prelevati campioni di DNA da 10 persone, tutte residenti tra Brembate Sopra e Chignolo d’Isola. I nomi di questi sospettati non sono trapelati, ma secondo indiscrezioni sarebbero tutti uomini con precedenti per aggressioni e violenze sessuali. Se i conti dovessero tornare, saremmo ad un passo decisivo per le indagini.

L’elemento che non convince è l’assoluta assenza di segni evidenti di violenza sessuale: la ragazzina era vestita, i guanti in tasca, l’ipod accanto a lei.

Dai primi esami è emerso che la ragazzina si difese disperatamente e fu uccisa forse a coltellate: ne sono state inferte almeno sei, quattro alla schiena, due più lievi al collo e al polso. Ma le analisi sono complicate dallo stato di ritrovamento del corpo, dopo tre mesi. Se il corpo è sempre rimasto lì dove Yara fu uccisa sarà essenziale esaminare l’humus, il terreno su cui posavano i resti.

La squadra di anatomopatologi e medici legali incaricati dell’esame autoptico sul corpo di Yara ha concluso il proprio lavoro ieri notte all’Istituto di medicina legale di Milano in via Mangiagalli. Ci vorrà invece qualche giorno per avere l’esito delle analisi di laboratorio eseguite da un genetista e da un tossicologo. E’ molto probabile che Cristina Cattaneo, la nota antropologa forense che la Procura ha scelto come proprio consulente, si sia avvalsa anche della collaborazione di esperti di scienze naturali per valutare gli effetti sul cadavere degli agenti atmosferici e ambientali.

L’esame dell’humus consentirà anche di capire se la ragazzina si è sempre trovata nel luogo del ritrovamento del cadavere o se è stata spostata di recente. I volontari e gli stessi membri della Protezione Civile non riescono ancora a capacitarsi: quella zona era stata perlustrata più volte.

fonte: affaritaliani.it