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Shock Facebook: una pagina per “Yara Zombie”

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Su Facebook una pagina a cui hanno aderito 800 persone

Sono trascorsi due giorni dal ritrovamento del corpo della piccola Yara Gambirasio, e il dolore è stato enorme per tutti gli italiani, che per tre mesi sono rimasti appesi al filo della speranza. Purtroppo i risvolti della vicenda non sono stati positivi, e le manifestazioni di solidarietà e vicinanza non si sono fatte attendere.

Ma su Facebook è accaduto qualcosa di scioccante: è stata creata una pagina dal nome “Yara Zombie: Anche i morti ballano”, a cui hanno aderito 800 persone con l’unico scopo di segnalarla e farla chiudere.

Ecco cosa si leggeva nella descrizione della pagina: “Prossimamente, nelle migliori sale cinematografiche, la triste vicenda di Yara, la campionessa indeFESSA. La sua promettente carriera non ha fine, nonostante abbia accettato le famose caramelle dallo sconosciuto. Preparatevi ad un suo imminente ritorno, nella rivisitazione del famoso pezzo di un altro morto eccellente. Vedremo Yara interpretare la parte che fu di MJ nel video che lo rese celebre: Thriller. Con la partecipazione straordinaria di Barbara D’Urso”.

Il gruppo ha poi cambiato nome in “Caso Yara tra falso buonismo e moralismo bigotto”. E la spiegazione ce la danno gli stessi fondatori della pagina, sempre nella sezione riservata alla descrizione: “Bene, se siamo giunti fino a questo punto è perchè l’obiettivo è stato raggiunto. E cioè dimostrare la totale ipocrisia degli iscritti allo stesso, che riescono a piangere solo su direttiva di mamma televisione. Ma per i migliaia di morti in Libia, per i bambini che ogni giorno muoiono di fame o vengono maltrattati, gli operai che muoiono quotidianamente sul lavoro per portare a casa la pagnotta, nessun pensiero. Come al solito, ora ci sono molte persone indignate per sto gruppo, ma non indignate per la speculazione mediatica che ne fanno Barbara D’Urso e company. Ma, come accaduto per Sarah Scazzi, tra una settimana avrete già dimenticato tutto. E farete così morire Yara una seconda volta. I miei complimenti, il “bene” trionfa sempre”.

La libera opinione non può ledere lo strazio di una famiglia e una comunità, per quanto ragionevole possa sembrare se inserito in altri contesti.