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Assange: da Londra sì all’estradizione

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I legali preparano l’appello, ma l’hacker ha poche possibilità

Dopo essere riuscito a far trapelare i segreti di mezzo mondo scatenando un vero e proprio caos mediatico, Assange era stato arrestato lo scorso dicembre a Londra dove aveva ottenuto la libertà su cauzione in attesa di presentarsi di fronte ai giudici per discutere la richiesta di estradizione presentata contro di lui dalla Svezia.

Proprio in questo Paese, Assange è accusato di stupro di due donne. I legali di Assange affermano che dietro tutto questo ci sarebbe un complotto politico e che un eventuale processo in Svezia sarebbe del tutto ingiusto e privo di fondamento.

Nonostante i legali dell’uomo avessero fatto appello anche ad un’eventuale violazione dei diritti umani per combattere contro la richiesta di estradizione, il giudice londinese non ha sentito ragioni e ha accolto la richiesta del procuratore.

Assange ha ascoltato impassibile la sentenza e solo fuori dal tribunale ha detto la sua: “Non sono stupito, me lo aspettavo. Ad ogni modo è un verdetto ingiusto. Le regole devono cambiare. Non sono stato neppure incriminato eppure sono costretto a vivere agli arresti domiciliari con addosso un braccialetto elettronico”.

fonte: Il Giornale