Incredibile sentenza della Corte di Cassazione: l’ex deve vivere nel lusso
Se da sposata sei stata abituata a gioielli e macchine di lusso, abiti firmati e spa, da divorziata le tue cose non devono cambiare. Lo ha stabilito, con una sentenza fuori dall’ordinario, la Corte di Cassazione (Prima sezione civile, sentenza 1612).
La controversia è nata in seguito al ricorso di un imprenditore bresciano che era stato “condannato” a versare alla ex moglie un assegno di mantenimento di 7.500 euro, tale da consentire “abiti firmati e gioielli”.
La difesa aveva fatto notare che la donna, casalinga, era priva di redditi propri ed impossibilitata a procuraseli in quanto avanti con gli anni e che d’altra parte il «complessivo stile di vita» era sempre stato improntato al lusso.
Inutile il ricorso dell’imprenditore in Cassazione volto a dimostrare che aveva già fatto numerose elargizioni alla moglie, tra le quali la possibilità di vivere in una «prestigiosa abitazione da lui acquisita», una «polizza assicurativa contro le malattie e gli infortuni» a favore della ex, e l’acquisto di un’auto.
Aumento dei divorzi “di lusso” in vista?

